La Sardegna Sud-Occidentale

Per tutti coloro che amano questa straordinaria terra, i suoi inebrianti profumi, i suoi vivaci colori, la sua millenaria storia che affonda le proprie radici in epoche remote che rivivono quotidianamente in usi, costumi, tradizioni della gente di Sardegna, proponiamo un itinerario molto interessante, alla scoperta di incantevoli luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, permettendoci di godere appieno dello straordinario spettacolo che la natura e l’uomo gelosamente custodiscono.

Capoterra e Pula

Puoi percorrere la litoranea che conduce direttamente a località di notevole interesse naturalistico e culturale, quali Nora e Bithia, abitate da Fenici, Cartaginesi e Romani. Prima di raggiungere le suddette località si vedranno lo Stagno di Santa Gilla, una laguna che si estende per 4000 ettari, Capoterra, un piccolo borgo dal quale si può partire per fare delle piccole escursioni (alla miniera di San Leone, a Pantaleo e Santadi), Sarròch, famosa per gli impianti della SARAS-Raffinerie Sarde.

Poco più avanti si trova Pula, nota per la Chiesa di Sant’Efisio, ove, annualmente, giunge la processione celebrata in onore del santo. Consacrata nel 1102, è romanica, a tre navate. Dalla navata destra si scende in una cripta contenente i corpi dei Santi Efisio e Polito. Vicino alla chiesa si trova anche una necropoli fenicia a cremazione.

Nora

Superata Pula potrai dirigerti a Nora. Importante centro fenicio-punico e, in seguito, romano, viene tradizionalmente ritenuta la prima città dell’isola. Numerose le testimonianze archeologiche fulcro di culture integratesi nel corso dei secoli. Vi sono nell’ordine:

  • Le Terme di Levante, con ambienti mosaicati risalenti al IV secolo d.C.
  • Il Tempio di Tanit, di età punica, di cui si conserva il basamento quadrangolare ed alcune sostruzioni
  • Il Teatro, di età romana, con pavimentazione incorniciata da una fascia musiva. La cavea, suddivisa in tre scalette, presenta, frontalmente, una scena ben conservata
  • Un Tempio, posto accanto al teatro, di età romana, avente una cella con ricca pavimentazione musiva
  • Il Foro, contenente edifici pubblici, dei quali è possibile ammirare solamente le fondazioni
  • Le Terme, con ampio calidarium e frigidarium riccamente mosaicati
  • Il Macellum (mercato) e gli Horrea (magazzini), ubicati in prossimità di uno dei porti di Nora
  • Le Terme a Mare, con i lati porticati
  • Resti di dimore signorili, aventi numerosi ambienti mosaicati
  • Il Santuario delle Divinità Salutari, disposto lungo il cardo maximus, il quale presenta un tempio di origine punica.

Bithia

Sulla strada che conduce a Domus de Maria e Teulada si trova anche Bithia, ubicata alla base di un piccolo promontorio sormontato dalla Torre di Chia. Bithia fu un florido centro commerciale frequentato fin dai Fenici, ripopolato dai Punici e, in seguito, dai Romani. Sono visibili:

  • I resti della cinta muraria arcaica e di una tardo-punica
  • Resti di abitazioni mosaicate
  • Una vasta necropoli con tombe ad inumazione e cremazione
  • I resti di un tempio del IV secolo a.C.
  • I resti del “tofet” (santuario formato da un’area nella quale venivano deposti i resti dei sacrifici e delle sepolture infantili), con le urne cinerarie nelle quali venivano riposti i fanciulli che subivano il sacrificio.

Chia

Vale la pena visitare anche la bellissima spiaggia di Chia, che, alle sue spalle, presenta un vasto stagno. Superata Chia e Capo Spartivento si vedranno tre insenature aventi tre torri: Perda Longa, Tuaredda e Torre di porto di Malfatano. In seguito la costa appare ancora frastagliata e, in lontananza, si può ammirare l’isola Rossa. Si arriva così al vecchio porto di Teulada. Da qui si può proseguire in direzione Sant’Anna Arresi prima e San Giovanni Suergiu dopo. Da questo posto parte il nostro viaggio alla scoperta delle bellissime Isole Sulcitane: l’Isola di Sant’Antioco e l’Isola di San Pietro.

L’Isola di Sant’Antioco

L’Isola di Sant’Antioco presenta due centri importanti: Sant’Antioco e Calasetta, dai quali partono i collegamenti per l’Isola di San Pietro. Sant’Antioco è l’antica Sulci, uno dei centri fenici più antichi dell’isola, risalente all’VIII secolo a.C. .

Da visitare:

  • L’Antiquarium, il quale espone materiali provenienti dalla necropoli punico-romana, ceramiche attiche a figure nere e a figure rosse, vetri e scarabei. Vi sono anche lucerne di produzione africana ed iscrizioni funerarie latine. Interessante il mosaico che riproduce due pantere che posano le zampe su un Kàntharos
  • La Necropoli Punica, con camere ipogeiche e il tofet, con l’altare per i sacrifici e i vasi di terracotta contenenti le ceneri delle vittime sacrificali
  • La Parrocchiale, a tre navate, dove secondo la tradizione, trovò sepoltura Sant’Antioco.

Calasetta è stata fondata nel 1769 da abitanti liguri residenti a Tabarqa, in Tunisia. Usi, costumi, tradizioni, dialetto di questo piccolo borgo sono liguri. Da visitare la spiaggia di Cala Lunga.

L’Isola di San Pietro

L’Isola di San Pietro, denominata in punico “isola degli sparvieri”, fu donata nel 1736 da Carlo Emanuele III ad un nucleo di cittadini liguri, i cui antenati furono costretti ad andare a Tabarqa, città tunisina. Occupata dai Francesi prima e dagli Spagnoli dopo fu popolata anche dai Piemontesi. Il centro principale è Carloforte.

Da ammirare:

  • Il monumento a Carlo Emanuele III, colui che liberò i Liguri Tabarkini dai pirati tunisini
  • La Chiesa di San Pietro, tardobarocca
  • Spiaggia della Punta delle Colonne, con due guglie trachitiche emergenti dall’acqua.

Da non perdere l’annuale Girotonno, una rassegna gastronomica internazionale, promossa per riportare alla luce l’antica cultura del tonno, ricca di eventi, appuntamenti culturali, dibattiti e degustazioni varie.